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Il mercato dei mutui. Quali prospettive?

Categorie: Info creditizie

La recente decisione del board della Banca Centrale Europea (BCE) di proseguire con il programma di acquisto dei titoli di stato Europei, noto come Quantitative Easing (QE), ancora per l’intero 2018, ha impatti anche sul mantenimento degli attuali livelli particolarmente bassi dei tassi di interesse sui mutui. Vediamo perché.

Mercato mutuiL’acquisto dei titoli di stato italiani da parte della BCE incide sul differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi, il famoso Spread BTP–Bund, contribuendo a mantenerlo relativamente ridotto (con i rendimenti dei titoli italiani a livelli storicamente contenuti). Inoltre ha un impatto anche su un altro tasso, quello che versano alle banche le famiglie per i mutui. Come noto questo tasso è composto da due parti: un tasso interbancario europeo (Euribor, IRS e BCE) ed un margine applicato dall’istituto che eroga il mutuo chiamato spread (da non confondersi con quello di cui sopra) in funzione delle proprie strategie commerciali. Le azioni della BCE hanno impatti su entrambi. Più limitati sui tassi interbancari (l’interruzione del QE ne determinerà un aumento dato l’aumento dei costi di approvvigionamento bancari con ripercussioni graduali sui mutui a tasso variabile già in essere oltre ai mutui di nuova erogazione), con buona  probabilità più marcati sugli spread applicati dalle banche: un aumento del rendimento dei titoli di Stato determina una riduzione del loro prezzo. Questo indebolisce il valore dello stock di titoli posseduti dalle banche italiane. Poiché il controvalore dei titoli detenuti complessivamente dalle banche italiane ammonta a oltre 330 Miliardi di Euro, si può intuire come una fluttuazione al ribasso del loro valore possa avere un impatto rilevante sui bilanci delle banche ed incidere sulle rispettive strategie, forzando azioni conseguenti. Questo scenario determinerebbe infatti la scelta da parte delle banche di rivedere al rialzo gli interessi richiesti sui mutui (aumentando gli spread), e politiche maggiormente restrittive nell’erogazione di nuovi mutui.

Gli impatti delineati non avrebbero effetti ovviamente sui mutui già in essere a tasso fisso, mentre inciderebbero sui mutui in essere a tasso variabile per una eventuale fluttuazione del tasso Euribor (lo spread definito alla sottoscrizione del mutuo non è variabile durante il suo ciclo di vita).

Questo scenario è influenzabile da numerose variabili politiche e finanziarie ma serve ad evidenziare come l’attuale situazione del mercato dei mutui estremamente conveniente per il consumatore non possa essere considerata permanente.

 

 

Giugno 2018