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Acquistare una casa in condominio

Categorie: Info immobiliari

condominio

Conoscere in anticipo diritti e doveri

Al proprietario venditore spettano le spese maturate fino al giorno della vendita dell’immobile: dal momento in cui viene stipulato il contratto di compravendita, il nuovo proprietario dispone, chiaramente, anche delle parti comuni del condominio e deve contribuire alle relative spese per la manutenzione e per i servizi di gestione.

Chi paga le spese condominiali arretrate?

Sul tema la legge dispone che il nuovo proprietario, che subentra nei diritti di un condomino, solidalmente è obbligato con il venditore al pagamento degli oneri condominiali relativi all’anno in cui è stato stipulato il rogito e all’anno precedente* la compravendita (art. 63, 4 comma delle disposizioni attuative del codice civile).

Il condominio, dunque, per propria tutela, potrà agire nei confronti di entrambi indifferentemente.

E’ sempre opportuno far predisporre all’amministratore di condominio una dichiarazione aggiornata rispetto al pagamento delle spese da parte del venditore.

Occupare l’immobile prima del rogito

L’acquirente può chiedere al venditore di occupare l’immobile prima della data del rogito, ad esempio per iniziare a ristrutturarlo.

Ovviamente resta ben inteso che il passaggio di proprietà si compirà attraverso la stipula dell’atto definitivo di compravendita.

Per ciò che concerne la questione delle spese condominiali in questo periodo, è opportuno accordarsi preventivamente.

Comunicare il cambio di proprietario

La legge stabilisce che il venditore è obbligato a comunicare immediatamente all’amministratore del condominio che l’immobile ha cambiato proprietario, con una copia autenticata di un documento che attesti la compravendita.

Il regolamento di condominio

Il regolamento è una sorta di statuto che fissa le regole e l’attività del condominio. Viene adottato obbligatoriamente quando il numero dei condomini è superiore a dieci.

Si tratta di un documento che disciplina “l’utilizzo delle cose comuni, la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione” (Art 1138 cod. civ.).

Gli animali domestici: sì e no

Con la recente riforma della disciplina del condominio, i nuovi regolamenti non possono più vietare ai condomini di tenere animali domestici nei propri appartamenti, purché si rispettino le regole del buon vivere condominiale.

Bisogna ad esempio evitare di lasciare l’animale libero di scendere o di salire le scale senza alcuna custodia, così da mettere in pericolo l’incolumità degli altri.

Il libero accesso agli animali domestici non cambia diritti e doveri dei condomini di godere delle cose di proprietà comune nel rispetto degli altri.

Alla stregua di questo concetto richiami, ravvedimenti o azioni possono essere intrapresi riguardo le immissioni rumorose o odorose, da parte degli animali, che supererebbero la soglia della normale tollerabilità.

 

*da intendersi quale anno di esercizio condominiale.

 

Aprile 2018