Hai tantissimi oggetti in casa e non sai come sistemarli? Il nuovo episodio de “Le Chiavi di Casa” arriva in tuo soccorso: l’arte del decluttering sarà la protagonista della puntata. La professional organizer Sarah Baccenetti ci svela curiosità e consigli per organizzare al meglio la propria dimora.
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Bentrovati a una nuova puntata del nostro podcast, io sono Matteo Ranzini e in questa puntata faremo ordine in casa tra oggetti che gridano “Salvami” e altri che chiedono solo una degna pensione. Preparatevi, il decluttering oggi profuma di libertà, leggerezza e un pizzico di autoironia. Oggi insieme a me in questo viaggio alla ricerca di ordine e metodo tra le mura domestiche c’è una “Professional Organizer”, si chiama Sarah Baccenetti di Decluttering Milano. Ciao Sara bentrovata.
Ciao Matteo e grazie per l’invito.
Sarah partirei dalle basi: tu sei una Professional Organizer. Ci spieghi in cosa consiste questa professione e in quali ambiti operi?
Sono un’organizzatrice professionale, non metto solo in ordine ma lo faccio in maniera organizzata e professionale. Il mio ambito principale è quello abitativo (la casa, dal solaio al garage) declinato anche nei segmenti “case in eredità” e “traslochi”.
Descrivici anche cosa significhi fare “decluttering”…
Il decluttering nasce tanto tempo fa dallo space clearing e dal feng shui. Significa “fare spazio”, eliminando ciò che non serve.
La possiamo definire una disciplina che si occupa di fare spazio e al contempo permetterci di essere più tranquilli e vivere meglio mentalmente l’ordine?
Sì, un cambiamento emotivo parte sempre da una sistemazione pragmatica e fisica. Sistemando ciò che si vede e si tocca procuro giovamento anche alla mente.
Nelle nostre piccole o grandi case ci sono tanti oggetti. Qualcosa che ci serve ma anche molto che non ci serve. Esiste una stima del numero di oggetti che abbiamo in casa ma non ci servono?
Sì, ci sono dati davvero sorprendenti. Spesso nelle case da riordinare trovo tanti oggetti inutilizzati, soprattutto indumenti ancora con il cartellino d’acquisto. Le stime parlano di un range tra il 20 e il 30% di oggetti utilizzati…significa che, per esempio, il 70% dei capi che abbiamo in casa non vengono indossati o vengono utilizzati pochissimo.
Immagino che oltre agli indumenti ci siano tanti altri oggetti in casa che non usiamo…
Le stime dicono 10.000 oggetti in ogni casa…stando alla precedente percentuale sono circa 7.000 quelli che utilizziamo pochissimo o per nulla. E’ qualcosa di sorprendente vero?
Adesso entriamo nel vivo, ti chiedo: decluttering e riordino in ambito domestico…da dove si inizia?
Dipende molto dal tempo a disposizione. La prima indicazione è “porsi un obiettivo”. Iniziare da un cassetto o da un armadio e decidere di dedicarcisi per un lasso di tempo preciso. L’obiettivo non deve essere la maratona di pulizie e riordino di tutta la casa che dura un giorno intero. Spesso le persone posticipano l’intervento e non stabiliscono una data e un orario precisi per iniziare. E’ meglio agire per piccoli passi: un’anta o un cassetto sono un’ottima base di partenza.
Quando inizio a fare ordine anche partendo solo da un cassetto mi servono strumenti per riordinare. Penso a scatole, organizer, mensole, contenitori. Non rischio di andare a comprare oggetti che non utilizzerò e non mi saranno utili?
Io sconsiglio di acquistare preventivamente. Prima dobbiamo capire gli ingombri e quante cose abbiamo. Il mio consiglio è dividere gli oggetti per argomento in modo da avere una stima di ciò che dobbiamo riordinare. Pensiamo alle cinture: crediamo di averne una decina e poi scopriamo invece di possederne venti, a quel punto ho contezza di quale tipo di organizer mi serva per contenerle tutte o metà se faccio decluttering. Prima di acquistare dei contenitori può essere utile anche misurare gli spazi che abbiamo in casa o negli armadi. Ricordiamoci anche che quando oggetti o indumenti sono rimessi in ordine occupano meno spazio. Il mio leit motiv è: cerchiamo di utilizzare ciò che già abbiamo, spesso ci accorgiamo di scatole, cestini o contenitori già in nostro possesso che potrebbero risultare utili.
Una casa può essere abitata da un single, da una coppia…o da una famiglia con bambini…e adolescenti. Come si educano i più piccoli a riordinare e a mantenere l’ordine soprattutto nelle loro camerette?
Il metodo che consiglio ai genitori parte da una prerogativa chiara: non devono sostituirsi ai figli nel fare ordine. Non funziona il “sistemo io per fare più in fretta, poi gli spiegherò come fare”. In realtà se si investe del tempo per “fare il gioco dei riordino” con i figli sarà più facile insegnare loro a tenere in ordine e a prendersi delle responsabilità. Bisogna instillare ai bambini l’idea, giorno dopo giorno, che una volta concluso il tempo del gioco i giocattoli devono andare a riposare e vanno messi negli appositi contenitori. Questo metodo vale anche per il resto della casa: mentre sto svuotando la lavatrice può essere utile chiedere un aiuto per mettere gli indumenti nel secchio…e così via per altre faccende domestiche. Si stimola un comportamento che tende all’ordine e al mantenimento dello stesso.
Ok per i bambini…ma se gli adolescenti non ti fanno entrare nella loro camera??
L’adolescente è sempre più restìo a “concedere” la possibilità di entrare nella sua camera e riordinare. Tuttavia credo sia sbagliato in questo caso dare solamente degli ordini: “metti a posto”, “riordina la camera”…Occorre partire da un metodo semplice ma efficace e chiedersi: “che cosa vuoi che metta a posto?” Un esempio? Sistema le magliette o le camicie per colore…ti faccio vedere una volta e poi prosegui tu. Vi assicuro che funziona e il metodo porta risultati anche sul lungo periodo.
Sarah, se dovessi scegliere una sola abitudine quotidiana per renderci più ordinati in casa quale consiglio daresti?
Rimettere in ordine causa stress alle persone. Quindi io partirei da una semplice domanda: “Cosa ci fa stare bene?”. Da questo interrogativo io posso già decidere gli oggetti indispensabili che voglio attorno a me. In seconda battuta il mio consiglio è di tenere in casa uno “spazio del disordine” (uno svuotatasche, una scatola, un organizer). Quando rientriamo in casa abbiamo sempre qualcosa in mano: chiavi della macchina, un libro, una sciarpa, la posta…invece di seminarle per casa teniamo un contenitore all’ingresso dove posizionare oggetti…ci servirà innanzitutto per sapere dove li abbiamo messi e in secondo luogo potremo fare ordine in un secondo momento senza avere oggetti “sparpagliati” per casa perché sappiamo che sono in quel contenitore.
Una volta che abbiamo fatto decluttering e ordine in casa come possiamo mantenere la situazione?
Hai parlato di ordine…io in realtà parlo di organizzazione. Perché l’ordine sottintende una visione estetica. Sono due concetti diversi. L’organizzazione può portare ad un ordine che si mantiene perché alle spalle c’è un metodo, una procedura. Il disordine non torna, te lo assicuro.
Avrai visto centinaia di casi…e di case per la tua professione. Ti chiedo un episodio curioso, una situazione particolare che hai dovuto affrontare…
Le case raccontano sempre tante storie, soprattutto le case in eredità o quelle post trasloco. Spesso nell’aprire le scatole dopo un trasloco si trovano oggetti che nemmeno i proprietari ricordano di avere imballato. I momenti più divertenti riguardano il decluttering e la riorganizzazione delle case dove c’è una coppia…si aprono battibecchi su chi sia più disordinato e spesso devo fare da mediatrice.
Le donne sono più ordinate e precise degli uomini?
Con gli uomini è più semplice fare decluttering perché sono più pragmatici e meno legati emotivamente agli oggetti. Le donne hanno legami affettivi più forti con un vestito, una collana, un oggetto che ricorda un momento della propria vita. E’ più complesso e più doloroso buttare oggetti, decidere ciò che davvero non serve più. E molti uomini mi chiamano per aiutarli a mettere ordine nelle cabine armadio delle mogli…
C’è un ambiente di casa dove mediamente si accumulano più oggetti inutili?
Senza dubbio l’armadio personale. Perché siamo esseri abitudinari e usiamo sempre le stesse cose allo stesso modo. Questo comportamento conduce inconsciamente all’accumulo: ho comprato un maglione nuovo ma per abitudine continuo ad usare quello che metto sempre…questo comportamento ripetuto causa disordine nell’armadio. Facciamo come gli animali con il cibo…prendiamo e accatastiamo “nella tana”.
Sarah un’ultimissima domanda. Hai parlato di armadi: quando devo prendere un maglione, una camicia, una maglietta spesso provoco disordine perché dalla “pila” di indumenti ne estraggo uno e tutto il resto collassa. Come ovviare a questa semplice ma fastidiosa problematica? Sono utili quegli aggeggi che si appendono dentro gli armadi divisi in scomparti?
Orrore…quegli oggetti li sconsiglio vivamente. Cosa succede solitamente? Piego gli indumenti e li metto in orizzontale nell’armadio, poi di volta in volta li estraggo di corsa e la pila cade creando il cosiddetto “effetto negozio”. Come risolvere? Se io organizzo in verticale gli indumenti (guardatevi i tutorial on line, ce ne sono centinaia) la pila non cade e tutti gli indumenti saranno più ordinati e non si verificherà l’effetto negozio.
Grazie Sarah per i tuoi preziosissimi consigli.