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Corrente favorevole – I consigli per un buon impianto elettrico in casa

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Nuovo episodio de “Le Chiavi di Casa” on air! Matteo Ranzini intervista Vittorio Taranto, titolare di Elettroimpianti Milano, con cui ha parlato dei consigli utili per avere un buon impianto elettrico in casa. 

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In alternativa, puoi leggere qui sotto la trascrizione della puntata.

 

Oggi “facciamo luce” letteralmente su tutto ciò che in casa potrebbe far saltare la corrente e magari anche i nervi. Ma niente paura, con i consigli giusti eviteremo di andare…in corto circuito. Oggi vi guideremo fra i segreti di un buon impianto elettrico domestico e forniremo tanti consigli utili per “abbassare la tensione”. Per sapere se tagliare il filo rosso o quello blu con noi c’è Vittorio Taranto, elettricista titolare di Elettroimpianti Milano. Bentrovato Vittorio!

Ciao a tutti!

Vittorio una puntata “elettrizzante” con tanti consigli pratici per tutto quello che riguarda gli impianti elettrici domestici. Partiamo da un tema generale e anche piuttosto gettonato: quello della potenza di un impianto. 3 kW, 4,5 kW, 6 kW come si sceglie la potenza anche in base agli elettrodomestici che abbiamo per evitare picchi e distribuire i carichi?

E’ un tema che sto affrontando nella ristrutturazione della mia casa ma anche ogni giorno con i clienti. Ci sono elettrodomestici che convivono nelle diverse tipologie abitative, che si tratti di monolocale, bilo o trilocale. L’utilizzo di induzione, lavatrice, lavastoviglie dipende poi dallo stile di vita delle persone e dalle loro esigenze: la grande problematica è l’utilizzo contemporaneo degli impianti. Penso che, ormai, i 3 kW siano difficilmente utilizzabili, anche in un monolocale. Se una persona utilizza la lavatrice insieme al forno o all’induzione il consiglio è di partire come minimo con 4,5kW. Personalmente utilizzo i 6 kW poiché le esigenze familiari spesso contemplano la contemporaneità di lavatrice, asciugatrice e induzione.

Vittorio parliamo di un’altra problematica piuttosto diffusa nelle nostre abitazioni: prese, adattatori, ciabatte. Ci sono errori diffusi che riscontri nel loro utilizzo? Come vanno usate? Qual è la cosa più pericolosa che facciamo con questi strumenti?

Intanto partiamo dal presupposto che non sia il massimo utilizzare questi strumenti sia con la presa schuko sia con la bipasso (la classica a tre fori). L’errore più comune è quello di inserire varie multiriduzioni in un’altra riduzione. Se prendiamo un adattatore Schuko e osserviamo all’interno della presa noteremo la scritta “Max 1500 Watt”, significa che una presa di questo tipo è costretta a sopportare ulteriori carichi che arrivano fino a 3.000 Watt. Mi capita spesso di essere chiamato per danni all’impianto elettrico causato da riduzioni che si sono sciolte o sono bruciate. Il consiglio è quello di non utilizzare ciabatte o adattatori, piuttosto di realizzare una piccola canalina con aggiunta di una presa a muro oppure la creazione di una linea dedicata.

La ciabatta spesso finisce dietro ai mobili, dietro ai letti…anche per questo è da considerarsi pericolosa…

Intanto le ciabatte a terra per legge non possono stare, bisognerebbe comunque chiedere di fissarle a 15 cm da terra per evitare per esempio che vengano a contatto con l’acqua quando laviamo il pavimento. Ovviamente il posizionamento dietro letti o mobili favorisce l’accumulo di polvere, non è raro che mi chiamino per principi di incendio o guai simili.

Quando un impianto elettrico è da rifare e ogni quanto andrebbe controllato?

Spesso ci si dimentica di un impianto quando viene realizzato…tutto funziona per anni e non pensiamo invece all’importanza della manutenzione. Il mio consiglio è di farlo controllare almeno una volta ogni 2 anni con l’apertura delle scatole di derivazione, la serratura dei morsetti (una delle più comuni cause di incendio è l’allentamento degli stessi con il rischio di arco elettrico). Se andiamo a leggere sul differenziale magnetotermico all’interno del quadro c’è scritto “premere un volta al mese”: quindi dovremmo premere il tasto del test a questa cadenza periodica per evitare che la meccanica si blocchi.

Manutenzione e controllo…perché poi rifare un impianto è impegnativo…

Le persone chiamano l’elettricista solo quando c’è un guasto…ma non pensano ai rischi che si possono correre se non c’è un controllo periodico. Anche solo aprire le scatole per valutare se i fili sono adeguati agli elettrodomestici che utilizziamo è un accorgimento importante. Mi sono capitati casi nei quali una persona ha acquistato un piano induzione al centro commerciale e l’ha collegato alla spina del forno che prevede una sezione del due e mezzo: la sezione minima per l’induzione è 4 mm quadri, meglio 6. Non affidiamoci al “fai da te”…

Stiamo entrando in una casa da acquistare o da prendere in affitto. A cosa dobbiamo prestare attenzione a livello di impianto elettrico? Quali aspetti dobbiamo considerare per avere la certezza di stare in una casa sicura?

Il massimo sarebbe visionare l’immobile in questione con un professionista (elettricista). A volte aver cambiato le prese e gli interruttori non è sinonimo di sicurezza perché magari esistono fili non adeguati. Quello che ci deve preoccupare sono cavi volanti, tante canaline…ovviamente se la casa ci piace e ci sono interventi da fare non spaventiamoci ma valutiamo il rapporto costi/benefici di un eventuale intervento. La sicurezza deve essere sempre al primo posto.

Diciamo che chi decide di mettere in vendita una casa ha tutto il vantaggio di presentare un immobile sicuro…e dunque più appetibile…

Vittorio una cosa che ci può capitare nella quotidianità: salta la corrente, scatta il contatore. Come posso capire, da non esperto, se si tratta di un sovraccarico o di un guasto? E come posso proteggere i miei dispositivi domestici da eventuali sbalzi di tensione?

Quando scatta il contatore dell’ente fornitore dobbiamo osservare sul display per capire se si tratta di un sovraccarico o di qualcos’altro. Nel primo caso si tratta di superamento dei nostri kW a disposizione e il display reciterà “esubero potenza del 50%…100%…”. Se invece si tratta di un corto circuito occorre riarmare il contatore centrale e poi alzare un interruttore alla volta nell’appartamento per capire dove è concentrato il guasto: se si alzano tutti i tasti significa che c’è stato un sovraccarico, se qualcuno salta ancora si tratta di un guasto. Per proteggere i dispositivi dai sovraccarichi possiamo, come dicevamo all’inizio, alzare i kW di potenza dell’impianto tenendo sempre presente la necessità di aumentare anche la sezione del cavo. Consiglio, inoltre, di dotarsi di differenziali magnetotermici: tralascerei il classico AC (per carichi lineari semplici) e installerei i differenziali tipo F oppure classe A oltre ad uno scaricatore che protegga dalle sovratensioni perché oggi in casa abbiamo tantissima elettronica e salveremmo così tutti i nostri elettrodomestici.

Ci sono zone dove si verificano più frequentemente cali di tensione?

Sì, accade spesso per esempio in quartieri adiacenti a zone industriali. Un’elevata concentrazione di aziende corrisponde a una maggiore richiesta di corrente e gli sbalzi avvengono quando ci sono avviamenti o interruzioni di attività.

C’è un modo per rendere la nostra casa più smart senza ricorrere a pesanti investimenti in domotica?

Sì, esistono tanti prodotti smart adattabili agli impianti elettrici esistenti senza dover ricorrere ad interventi onerosi ed invasivi. L’elettricista può inserire nell’impianto elettrico i nuovi dispositivi e collegarli con il wi-fi in automatico, penso ad esempio a tapparelle e luci. Oggi la domotica è ancora troppo ancorata all’idea esclusiva di comfort, in realtà è molto uitle anche sotto il profilo del risparmio energetico e per tutto ciò che concerne le persone anziane o con disabilità. Immaginiamo i vantaggi di alzare o abbassare una tapparella con controllo vocale, automatizzare le luci, poter controllare una persona anziana con pulsanti sos o telecamere smart. Tutto questo è fattibile a prezzi contenuti senza dover utilizzare sistemi filari come knx.

Qual è l’errore più comune che ti capita di riscontrare negli impianti domestici?

L’errore più comune che riscontro è la presenza di ciabatte ed adattatori (ho visto ciabatte con 6-7 utenze collegate…). Un altro errore comune è la mancata verifica dell’impianto. Mi sono capitati anche casi limite con impianti sprovvisti di salvavita. Ci sono, poi, episodi curiosi che avvengono di tanto in tanto…ad esempio sono stato recentemente in un immobile nel locale contatori per capire il perché di continui salti di corrente nella linea del cliente che mi ha chiamato…ho scoperto un altro appartamento si era collegato al suo contatore e utilizzava abusivamente la sua corrente…Questa “pratica” avviene soprattutto quando ci sono in un unico locale i contatori di appartamenti e di negozi…non è raro trovare qualche furbo che si “aggancia” alla corrente del negozio (che ovviamente ha più potenza) per rubare la sua energia…a noi il compito di segnalare…e staccare i cavi.

Grazie del tuo intervento e dei tuoi consigli!!

Grazie a voi!