Un nuovo episodio de “Le Chiavi di Casa” è on air!
Matteo Ranzini intervista Daniele Grassucci, co-fondatore di Skuola.net, con cui esploriamo il divario tra lavoro, indipendenza e futuro per la Gen Z, con un piccolo accenno alle opportunità che il mondo immobiliare offre loro.
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C’è una generazione che vuole costruire il proprio spazio nel mondo ma si muove tra porte che si aprono a metà. Oggi esploriamo il divario tra lavoro, indipendenza e futuro con chi parla ogni giorno ai giovani, in particolare alla GenZ. C’è chi la GenZ (ovvero i nati dal 1997 al 2012) prova a raccontarla e poi c’è chi la vive, la studia e la traduce ogni giorno. Oggi per parlare di studenti, lavoro e futuro con noi c’è Daniele Grassucci, cofondatore e direttore di Skuola.net, uno che ha iniziato a parlare di studenti quando ancora era uno di loro. Bentrovato Daniele!
Grazie, sì ho iniziato quando ancora la GenZ non esisteva, noi parlavamo con la nostra generazione quella dei Millennial, abbiamo continuato e adesso parliamo alla Generazione Alfa e da quest’anno è subentrato un nuovo modello la Generazione Beta. Noi ci occupiamo di studenti e famiglie dalle scuole medie in poi.
Daniele ricordiamo Skuola.net con la k…è vero che sei un ingegnere aeronautico, areonautico…come si dice…prestato al giornalismo e alla divulgazione…
Quando ho ritirato la pergamena della laurea l’avevano stampata sbagliata…con scritto areonautico…comunque è stato un percorso di studi utilissimo, perché gli ingegneri sanno fare tutto, sanno adattarsi, cimentarsi con qualsiasi disciplina. Non ho mai utilizzato la mia laurea per ciò che pensavo all’inizio…però avrei voluto una pergamena scritta correttamente da appendere in casa…Anche l’altro cofondatore Marco Sbardella è ingegnere ma quando abbiamo fondato Skuola.net a 19 anni non pensavamo di vivere solo con la start up senza fare l’università…e invece alla fine ci siamo lanciati in questa avventura imprenditoriale.
Questa è una puntata che parlerà di opportunità, di giovani e riguarda da vicino anche il Gruppo Tecnocasa. Vorrei partire da questo interrogativo: se dovessimo raccontare il mercato del lavoro oggi sarebbe la storia di due mondi che spesso non si parlano e non si incontrano, stiamo parlando di candidati e aziende. Cosa pensi di questo mismatch tra domanda e offerta e qual è la visione dal tuo osservatorio?
Il mismatch esiste, aldilà dei numeri che ci vengono forniti dalle Agenzie per il lavoro, da enti come Unioncamere…noi lo vediamo…chi ci segue sarà appassionato di case, immobili e per questo chiedo “provate a cercare un idraulico, un imbianchino, un’impresa edile”…non è facile perché mancano persone che svolgano queste professioni e non mancano solo a noi ma anche alle aziende. Abbiamo realizzato un osservatorio insieme ad Elis, un ente che si occupa di portare le persone nel mercato del lavoro, e tra le dieci professioni che mancano di più ci sono “impiantisti elettrici, meccanici, manutentori, idraulici, carpentieri”. Il mismatch esiste sia a livello di professioni che di lauree, mancano tanti laureati in area Stem (Scienze, Tecnologie, Ingegnerie, Matematica), in biologia, in chimica, ingegneria elettrica. I ragazzi vivono questo mismatch che non è endogeno ma esogeno: i giovani vedono il mondo del lavoro con gli occhi dei genitori ma spesso questa è una visione superata e anche con gli occhi dei docenti che a scuola si occupano di orientamento. Ai giovani non vengono mostrate tante professioni, tra le quali quella dell’agente immobiliare: oggi si accorgono che esiste grazie ad alcune serie tv…ma a scuola non la mostrano.
A proposito di giovani, di generazione Z c’è ancora oggi una condizione che definirei “atavica”, quella di tanti ragazzi e ragazze che non lasciano il nido domestico…ci sono però delle difficoltà oggettive…
Il presidente di Confindustria Orsini parlando della fuga di cervelli e talenti (100mila giovani di recente hanno lasciato l’Italia) punta l’attenzione su tre aspetti: stipendi fermi da 20 anni, una difficoltà nella progressione di carriera (all’estero le aziende sono più coraggiose e praticano lo skip level ovvero dare fiducia ai ragazzi senza aspettare un iter infinito) e poi il costo degli alloggi (questo vale non solo per le case ma per il costo della vita in generale, il numero di stipendi per comprare casa di un operaio di 50 anni fa è notevolmente diverso dagli standard attuali). Questi elementi impediscono ai nostri ragazzi e ragazze di uscire di casa. A questi fattori dobbiamo poi aggiungere altri elementi: per esempio l’idea che tutti debbano andare all’università per alcune professioni è certamente valida ma non per tutte; il mondo del lavoro oggi ha superato il modello per cui spendo tutta la prima parte della mia vita a formarmi e poi entro nel mercato del lavoro, oggi è preferibile fare la laurea triennale e poi entrare nel mondo del lavoro perché per alcune professioni se faccio triennale, magistrale e master entro a 27-28 anni…e a quel punto è ovvio che si rimane a casa con la propria famiglia fino a 30 anni.
Hai registrato una puntata di “Like a prof” il format di Skuola.net con il franchising manager del Gruppo Tecnocasa, Gianluca Castellaneta. Qual è stato il focus di questo incontro?
Per noi l’obiettivo è sempre quello di ridurre il mismatch di cui parlavamo prima: uno dei capisaldi dell’economia italiana oggi è quello immobiliare, esiste inoltre un problema di emergenza abitativa per la quale lo Stato ha praticamente delegato ai privati. Oggi chi è alla ricerca di un’abitazione si rivolge ad agenzie come quelle del Gruppo Tecnocasa, ad agenti immobiliari o mediatori creditizi come i vostri, quindi abbiamo cercato di raccontare questi mestieri sottovalutati o poco conosciuti che invece potrebbero rappresentare un’opportunità concreta e immediata per i nostri ragazzi. Come abbiamo spiegato insieme a Gianluca dal diploma, attraverso percorsi di formazione, si può entrare in questo mondo e prima dei 30 anni diventare imprenditori aprendo la propria agenzia affiliata. Ragazzi e ragazze iniziando a lavorare a 20 anni possono, entro i 30, sviluppare un progetto di vita pieno e autonomo. Si conosce, aggiungo, molto poco del mondo immobiliare e come Skuola.net abbiamo ospitato anche altri professionisti del settore, che ci hanno raccontato questo tipo di lavoro e anche come si affitta o compra la prima casa.
Una sorta di educazione immobiliare-finanziaria…
Sì, sarebbe bello attuare questi percorsi di consapevolezza anche a scuola. Una volta si studiava economica domestica, certo era un percorso molto sessista ma spiegava come gestire il bilancio di casa, a cosa vai incontro quando decidi di fare un investimento, come funziona il mercato immobiliare, cosa significa chiedere un mutuo o accantonare una somma per comprare casa. La scuola dovrebbe insegnarlo perché se la famiglia non ha questa consapevolezza i ragazzi rischiano di affrontare la vita “a mani nude” quando invece si potrebbero offrire loro più strumenti.
C’è un grande tema…un “elefante nella stanza”…quello dell’Intelligenza Artificiale. Quello dell’agente immobiliare è un lavoro che non può essere sostituito perché fatto di empatia, relazioni…Secondo te i giovani stanno sottovalutando le competenze più “umane” non solo riferite a questa professione ma più in generale?
E’ tutta la società che sta sottovalutando queste competenze e “delegando” lo sviluppo di competenze umane alla tecnologia. Basta pensare ai bambini, spesso i genitori (anche inconsapevolmente) preferiscono avere un contatto visivo con lo smartphone rispetto che con il figlio che magari gli sta accanto. Per un bambino o un neonato spesso l’unico strumento di comunicazione è quello visivo per cui se non guardo mio figlio o mia figlia loro non si sentono connessi. Questa disconnessione dalle relazioni la alimentiamo dando un sostituto, lo smartphone: non voglio colpevolizzare i genitori ma condurre alla riflessione per cui la tecnologia oggi così semplice da utilizzare abbia in realtà un potenziale distruttivo se non utilizzata correttamente. I giovani stanno perdendo la capacità di relazione perché, al contrario di noi adulti che non essendo nativi digitali sappiamo ancora parlarci e guardarci negli occhi, non hanno sviluppato questa abitudine: per loro è difficile gestire la sincronia perché si scambiano vocali lunghissimi, si scrivono, ma non parlano in sincrono. Tornando al tema dell’intelligenza artificiale è qualcosa che li spaventa in ottica futura: sono rassicurati negli anni della scuola perché questa tecnologia li aiuta a studiare ma il conto si paga dopo in termini di capacità cognitive, relazionali e con la paura di non trovare lavoro perché l’AI li sta sostituendo. Da questo punto di vista professioni come l’agente immobiliare, il consulente del credito sono difficilmente sostituibili perché conta moltissimo l’aspetto psicologico: tu sei la persona che accompagna il cliente in momenti cruciali della sua vita. Guardarsi negli occhi, parlarsi è importante per capire i desideri dei clienti relativamente a una casa da vendere o acquistare. E’ importante raccogliere informazioni, stabilire dei legami con le persone, quindi sono professioni non sostituibili e quindi consigliabili.
Il nostro podcast si chiama “Le Chiavi di Casa”, qual è il posto, il contesto nel quale ti senti a casa?
Come Skuola.net collaboriamo con lo stesso istituto di credito che, da privato, mi ha erogato il mutuo…quando partecipo a loro eventi dico sempre “qui mi sento a casa…” perché casa mia è ancora loro…a parte gli scherzi per me il concetto di casa travalica il luogo fisico. Sinceramente mi sento molto a casa quando si fa divulgazione in favore delle nuove generazioni; un podcast, un incontro a scuola, una registrazione come quella fatta con Gianluca Castellaneta nella quale spieghiamo ai giovani una professione e diamo loro opportunità. Anche quando scopro un trend su TikTok e riesco a raccontare le nuove generazioni, riuscendo ad entrare nei loro meccanismi comunicativi. Ormai sono un Millennial non appartengo alla GenZ ma mi sento a casa quando riesco a connettermi con storie, ragazzi, essendo loro utile, questa cosa mi riempie d’orgoglio.
Mi hai fornito un assist…Skuola.net è nata fra i banchi di scuola ed è diventata una piattaforma che parla ogni giorno a milioni di giovani: ma qual è il segreto per non sembrare adulti che fanno i giovani? Per essere credibili ai loro occhi?
Sicuramente ascoltare e non scimmiottare. Se fingi di parlare come loro ti definiscono “cringe”…non sarebbe stato credibile, per esempio, aver registrato questa puntata utilizzando termini come “bro”, “fra”, “zio” perché noi apparteniamo ad un’altra generazione. Sappiamo come parlano i ragazzi ma sarebbe sbagliato lo facessimo anche noi per “farci accettare”. Quello che fa davvero la differenza è l’ascolto, capire il loro punto di vista, le loro esigenze e poi parlarne, discutere. Se penso a nuovi agenti immobiliari e consulenti del credito e a personale senior che fa onboarding il consiglio è quello di non atteggiarsi a giovani utilizzando il loro linguaggio ma nemmeno di porsi in posizione tanto superiore: né parità né superiorità. Noi, ad esempio, come Skuola.net ci sentiamo i “fratelli maggiori” degli studenti, abbiamo sviluppato una sorta di empatia professionale, “ti sto vicino, non sono come te ma non per questo devo starti lontano e non aiutarti”. E’ una formula vincente. E quando da noi vengono presidenti del consiglio o ministri anche se giornalisticamente sarebbe sbagliato do loro del “tu” per avvicinarli agli studenti e permettere loro di dare consigli utili.
Sei stato chiarissimo, Daniele, noi ti ringraziamo per averci dato questa overview sul mondo giovanile, per averci raccontato la GenZ. Buon lavoro e in bocca al lupo con Skuola.net!
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