In questo episodio de “Le Chiavi di Casa”, scopriamo come far convivere felicemente cane, casa…e anche condominio. Matteo Ranzini intervista Valeria Arcagni, medico veterinario e istruttrice cinofila.
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Tra metrature che si accorciano e vicini con l’orecchio teso, vivere con un cane, oggi, richiede precise attenzioni e buone pratiche. Ma niente panico: tra divani, terrazzi e guinzagli, scopriamo come far convivere felicemente coda, casa…e anche condominio. Oggi lasciamo la parola a chi, tra spazi domestici e dinamiche a quattro zampe, ha fatto dell’esperienza una vera competenza. Un ospite che ci aiuterà a leggere comportamenti, abitudini e bisogni con uno sguardo professionale, lucido e concreto. Quindi orecchie dritte (le vostre e le nostre, non solo quelle dei vostri amici a quattro zampe). Diamo il benvenuto a Valeria Arcagni, Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale ed istruttore cinofilo. Bentrovata Valeria!
Ciao Matteo!
Oggi ci aiuterai a dare consigli e buone pratiche per chi deve gestire un cane nella propria abitazione. Partiamo da una domanda relativa alla dimensione della casa: soprattutto nelle grandi città si è costretti a vivere in pochi metri quadri. E’ vincolante tenere cani di piccola taglia se ho ambienti di piccole dimensioni?
La proporzione non è così diretta, molto dipende dalle caratteristiche del cane che vogliamo prendere o che già abbiamo. Ci sono cani molto ingombranti che in realtà in casa occupano un loro spazio in maniera statica e viceversa cani molto piccoli che per il loro movimento, per la loro dinamicità hanno bisogno di molto spazio. E’ importante capire quanto tempo noi abbiamo da dedicare al cane in ambiente esterno.
I Jack Russell sono di piccola taglia ma si agitano come demoni…
Hai fatto l’esempio tipico, la loro dinamicità ha a che fare con le attitudini della razza…
Valeria un aspetto importante e critico: lasciare il cane da solo a casa. Siamo sempre impegnati tra lavoro e incombenze e dobbiamo lasciare il nostro amico a quattro zampe in casa. Quali accorgimenti consiglieresti per limitare il suo disagio? E anche per scongiurare lamentele dei vicini nel caso si metta a piangere o abbaiare?
Questo è un grande tema perché tantissimi incontri che faccio nascono dalla richiesta di proprietari di cani alle strette con i vicini di casa per il cane che abbaia tutto il giorno…intanto cerchiamo di capire cosa possiamo chiedere al nostro animale: un cucciolo di due mesi, ad esempio, non può stare da solo. Man mano che il cucciolo cresce possiamo chiedergli, gradatamente, più momenti di solitudine ma sempre con un po’ di allenamento. Metaforicamente è come allenarsi per la maratona, giorno dopo giorno possiamo allungare i tempi in cui rimane solo, tuttavia teniamo presente che anche un cane adulto non può rimanere per più di sei ore da solo. Ricordiamoci, poi, che abbiamo a disposizione numerosi strumenti per limitare il suo disagio: dogsitter, asili cinofili…tante soluzioni.
Tra le tante soluzioni direi anche le telecamere in casa…per sorvegliare il proprio cane da remoto…
Sì, sono utili anche per capire se realmente le lamentele dei vicini sono giustificate…a volte i cani abbaiano in assenza del proprietario semplicemente perché c’è movimento sulle scale, suona un citofono…
Insomma, abbiamo prove concrete per capire se il vicino ce l’ha con noi o realmente il nostro cane lo infastidisce…
Esatto…
Parliamo di spazi comuni, facendo riferimento per esempio a complessi abitativi dove ci sono ascensori, giardini condominiali, pianerottoli…c’è un galateo comportamentale per il nostro cane?
Il buon senso dovrebbe essere la regola vigente…il guinzaglio è fondamentale, molti condòmini lasciano libero il proprio cane già dalle scale o dal portoncino ma non è corretto…ci sono bambini che possono avere paura, altri condomini che devono passare…Attenzione poi all’ascensore, facciamo in modo che all’apertura delle porte il cane non balzi fuori all’improvviso urtando altre persone…Prestiamo poi attenzione alla pulizia nei cortili e se un cane ha delle problematiche comportamentali mettiamogli la museruola per evitare guai…
Giardini e terrazzi, parliamo dunque di spazi esterni. Per un cane sono fonte di stress o di libertà? C’è qualcosa che rischiamo di sottovalutare riguardo agli spazi esterni necessari al nostro cane?
A volte relegare il cane nello spazio esterno è una scorciatoia per prenderci meno cura di lui, sento dire spesso “ha il giardino non ha bisogno di uscire in passeggiata…”. E’ un errore. Certamente disponendo di uno spazio esterno magari non avrà necessità di uscire 3-4 volte al giorno ma per il cane la passeggiata non serve solo all’espletamento dei bisogni, rappresenta invece un momento importante di esperienza insieme al padrone. Ci sono molte variabili legate allo spazio esterno e alla sua fruizione da parte del nostro amico a quattro zampe: alcuni cani vivono molto bene la presenza in giardino perché hanno attitudini alla guardia, altri potrebbero essere più stressati perché non sanno gestire quello spazio. Anche la territorialità va modulata perché se possiedo un cane a cui piace fare la guardia il rischio è che questa situazione scappi di mano…
A proposito di passeggiata…vedo molte persone che quando portano fuori il cane stanno al telefono, ascoltano musica…il cane avverte questa “disattenzione” nei suoi confronti…
Sì, certo che la avverte. La passeggiata significa “avere un dialogo” con il proprio animale, se non gli prestiamo attenzione sarà portato a tirare il guinzaglio, a correre, a “scganciarsi”, a non rispondere a ciò che gli chiediamo.
Cani “anziani”…o con qualche disabilità…come si gestisce il loro benessere nell’abitazione? E come ragionare in prospettiva se abbiamo un cane che sta invecchiando e magari dovremo cambiare casa?
E’ un tema complesso anche perché le disabilità possono essere differenti (il cane può essere sordo, non vedente, o avere menomazioni). Ovviamente le scale costituiscono il problema più grande…pensiamo a un cane di grossa taglia che sta diventando anziano…Ragionando in prospettiva sarebbe opportuno scegliere soluzioni abitative ai piani bassi o comunque senza grandi dislivelli…Parlando di taglie piccole, invece, teniamo presente che i bassotti hanno spesso problematiche alla spina dorsale e sarebbe meglio non costringerli a fare le scale.
Il trasloco, il cambio di casa per un cane è un reset emotivo…cosa consigli per alleviare lo stress durante il trasferimento?
Sarebbe ideale entrare con il cane nel nuovo appartamento, nella nuova casa quando ancora non ci siamo trasferiti; portiamolo anche se stiamo ultimando qualche lavoro, quando stiamo sistemando qualche mobile. Stiamo con lui nel nuovo ambiente per qualche ora, anche senza fare nulla di particolare, sedendoci per terra insieme a lui. Nel momento in cui ci trasferiamo definitivamente teniamo presente che per il cane l’ambiente è nuovo, si deve abituare a spazi, rumori, odori, non dobbiamo dare nulla per scontato e almeno per i primi tempi non dobbiamo lasciarlo troppo da solo.
Argomento convivenza, tra cani o anche tra cani e gatti. Come si introducono gli spazi, le risorse (cibo, lettiera…)? E quali segnali dobbiamo recepire per comprendere se qualcosa non sta funzionando?
Se dobbiamo introdurre un nuovo cane in casa cerchiamo di far conoscere i due animali all’esterno della casa in modo che venga meno la prevalenza territoriale nel momento dell’incontro. Si conoscono in ambienti esterni, piacevoli, divertenti e successivamente si portano in casa. Suggerisco, inoltre, di essere sempre presenti nei primi tempi quando si tratta di dar loro il cibo, di rimanere mentre entrambi mangiano per osservare la distribuzione delle risorse e i loro tempi. I gatti sono un altro enorme tema: introdurli da cuccioli può essere un vantaggio, ma la convivenza dipende molto dalla personalità dei soggetti coinvolti.
Ma la proverbiale acredine tra cane e gatto è reale? E’ un luogo comune?
C’è una base di verità. Il gatto è un animale predatore ma anche un po’ preda, quindi se il cane possiede un istinto predatorio prevalente potrebbe vedere il gatto come una preda. Però possono convivere benissimo. Però attenzione: se il mio cane va d’accordo con il mio gatto non è detto che questo valga anche per gli altri gatti…
Valeria vorremmo chiederti mille altre cose…c’è un’ultima domanda in scaletta: c’è un’esperienza particolare che, in qualità di educatore cinofilo, ti è capitata o un aneddoto che ci vuoi raccontare legato alla gestione di un cane in ambito domestico?
Ricordo il caso di una cagnolina paurosa perché i suoi proprietari avevano una casa con pavimenti in legno e lo zampettare su questa superficie le provocava paura e stress…come abbiamo risolto? Abbiamo creato una serie di percorsi in casa a lei dedicati con piccoli tappeti sistemati qua e là in modo che non sentisse il rumore delle sue unghie sul legno…queste passerelle hanno risolto il problema…
Un consiglio per chi al momento non ha un cane ma lo vorrebbe in casa?
Deve aver voglia di cambiare la sua vita. Tutti i ritmi cambiano, sia fra le mura domestiche che fuori casa. Un cane richiede attenzioni, tempo, sensibilità. Se mancano queste condizioni la convivenza diventa davvero difficile. Un cane ti cambia la vita in positivo, tu però devi essere pronto a cambiare la tua vita per lui.
Grazie Valeria per la tua presenza e per i consigli che ci hai dato!!
Grazie a voi!!