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“Siamo imballo” – Come gestire un trasloco senza stress

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Un nuovo episodio de “Le Chiavi di Casa” dedicato al mondo dei traslochi. Matteo Ranzini intervista Laura Tento, amministratrice delegata di Cavanna Traslochi. Ascolta l’episodio su Spotify, Apple Podcasts e YouTube.

In alternativa puoi leggere qui sotto la trascrizione dell’episodio.

 

– Si dice che traslocare rientri tra le tre esperienze più traumatiche della vita. Eppure, tra un cartone che cede e un mobile che non passa dalla porta, c’è sempre un’aria di rinascita che profuma di un nuovo inizio.

Oggi, insieme a me, per dare consigli utili su tutto quello che riguarda il trasloco c’è Laura Tento, Amministratrice dell’azienda Cavanna Traslochi di Milano. Bentrovata Laura!

Grazie! E grazie di questo invito!

Quello di oggi è un argomento per cui potremmo fare dieci puntate, ma cercheremo di essere concisi e di dare tanti consigli utili. Però vorrei partire da una presentazione della vostra azienda, perché è una realtà storica, nata a Genova tra i Carruggi e poi trasferitasi a Milano, sui Navigli potrei dire per legare le due esperienze cronologiche. Un’azienda familiare, corretto?

Si, è un’azienda familiare. Lavora in azienda Alessandro Cavanna, che è la quinta generazione se partiamo dal 1863, quindi da Genova. La famiglia Cavanna lavorava al porto di Genova e poi ha iniziato a fare traslochi in una città complessa come Genova e da lì matura un’esperienza importante. Negli anni ’40 si trasferiscono a Milano e, proprio come dicevi, sui Navigli. Uno dei primi lavori che gli è stato affidato era quello di distribuire il ghiaccio: arrivava il ghiaccio sui barconi e loro lo distribuivano a chi poi andava porta a porta a venderlo. Da lì poi continuano a fare traslochi e maturano un’esperienza sempre più importante intorno agli anni ‘70/’80, quando il papà di Alessandro sviluppa la parte “privata” e successivamente quella dei grandi traslochi delle aziende. E si arriva ai giorni nostri.

-Una bella storia di famiglia e di azienda ultracentenaria che ha tutte le credenziali per darci informazioni utili sul trasloco. Parliamo sia di trasloco autonomo, sia di quello fatto con un’azienda specializzata. Partirei dal pre-trasloco, Laura, ovvero: quali sono le operazioni utili che vanno compiute nella fase di preparazione. Immagino un inventario, un imballaggio… come funziona il “pre”?

Se immagino di dover traslocare, forse una delle cose più importanti che devo fare è capire esattamente cosa voglio portare con me. Quindi un’attività di selezione e, come si usa dire adesso, di decluttering è sicuramente fondamentale. Uno perché riduco quello che devo portare e, quindi, anche il costo di un eventuale trasloco; due perché mi faccio un’idea di cosa dovrò imballare, di che tipo di scatole avrò bisogno, il materiale anche per proteggere gli oggetti che andrò a mettere nelle scatole. Tutto questo, chiaramente, va fatto un po’ di tempo prima. Anche se scelgo un’azienda di traslochi, è un’attività che devo fare perché è vero che posso avere un servizio – come diciamo noi – “chiavi in mano”, quindi io posso mandarti un operatore che ti imballa tutto quanto, ma sei tu che decidi cosa mettere nelle scatole. Quindi questa è sicuramente l’attività primaria e poi prendersi del tempo per selezionare, fare la scelta tra “voglio fare un trasloco da solo o mi affido a un’azienda di traslochi?”.

Chiarissimo, quindi la scelta, prima di tutto una sorta di inventario, anche di oggetti fragili, quelli più difficili da trasportare. A proposito di oggetti fragili, se mi si rompe qualcosa durante un trasloco o anche solo si danneggia un arredo o un oggetto, ci sono delle assicurazioni obbligatorie e consigliate che andrebbero stipulate?

Le aziende di traslochi obbligatoriamente hanno un’assicurazione vettoriale e una civile. L’assicurazione vettoriale copre il trasporto, cioè se qualcosa si rompe sul camion. E’ chiaro che se voglio una tutela ulteriore, posso accendere un’assicurazione “all risk”, che ha un costo a parte ed è una scelta del cliente. Un’azienda come la nostra si occupa di gestire l’intera pratica. La differenza è che nell’all risk io vado a dichiarare il valore dei beni che voglio proteggere e, quindi, è sicuramente l’assicurazione giusta soprattutto se ho dei beni di valore.

– Qual è la fase più delicata di un trasloco? Perché immagino, oltre a tutta la fase pratica, anche gli aspetti emotivi che riguardano un cambio casa. Quali sono i tuoi consigli per ridurre lo stress emotivo e anche consigli pratici per chi ha, banalmente, un animale domestico. È un trauma quello, no?

Si, è un trauma. Sicuramente, per l’esperienza ci viene detto che – e questo è trasversale – il momento più difficile è quando ce ne andiamo noi traslocatori, quando chiudiamo la porta e il cliente è solo nella sua nuova – mi piace dire – “abitazione”, non ancora casa, con i suoi scatoloni da dover disfare, mediamente abbastanza stanco da questa giornata. Quello è sicuramente un momento complesso da gestire. Noi suggeriamo – sul nostro sito abbiamo guide per gestire l’intero trasloco, ma lo facciamo anche a parole con i nostri commerciali – di preparare sempre una scatola del comfort, dove inseriamo il libro che stavamo leggendo, il bollitore, la bustina di tè e due tazze, tutto quello che faccio la sera prima di andare a letto.

– Per sentirsi già a casa! Un emotional support, un supporto emotivo.

Esattamente! Non facciamoci prendere dall’ansia di dover fare tutto subito. La casa si costruisce e diventa tale nel tempo. Gli scatoloni li disfiamo, d’accordo, non tutti questa sera, non tutti domani. Pianifichiamo anche questo aspetto o sennò poi siamo asfaltati dalla fatica fisica proprio che questo comporta.

– Un cane, un gatto?

Un cane, un gatto, ma non solo! Direi anche dei figli. Per quanto riguarda un cane o un gatto, un suggerimento è quello di muoversi per tempo e chiedere al portinaio, a un familiare se ce lo può tenere, oppure a un dog sitter. Oppure, individuare una stanza della casa che si può chiudere a chiave, dove metterò l’acqua e il cibo, la sua cuccia, assicurandomi che venga tenuta chiusa a chiave. Perché, se quel giorno devo avere anche la preoccupazione che gli operatori del trasloco possano lasciare le porte aperte e che il cane o il gatto scappi, ho un carico emotivo che si aggiunge a quello che comporta il trasloco. Stessa cosa quando ho dei bambini: i bambini vanno preparati. La preparazione non è solo verbale, è anche pratica: se posso vado a visitare la nuova casa, faccio vedere la stanza dove ci saranno dei nuovi giochi, il letto nuovo. Spiegherò al bambino quello che succede quel giorno: le scatole, la confusione. Perché un bambino che non sa cosa succede, si immagina le peggio paure, quindi magari diventa un bambino che non dorme, che non vuole andare più all’asilo. Se devo fare il trasloco e in più ho da gestire questo aspetto diventa un po’ complicato.

– Per il giorno del trasloco, dove sono impiegati mezzi, sia che lo faccia autonomamente che con un’azienda specializzata, devo richiedere dei permessi? Magari il camion dovrà stazionare in un certo punto, ci sono incombenze burocratiche necessarie?

Si, dovrò sicuramente richiedere un permesso di occupazione del suolo pubblico, se occupo del suolo pubblico per parcheggiare i mezzi e l’autoscala se serve. Per fare questo noi abbiamo una figura che si occupa esclusivamente di questi permessi, perché Milano è una città complessa: il permesso di occupazione è uno di quegli aspetti che si tende a sottovalutare. Basta che la metratura non sia corretta per incappare in delle multe, che sono estremamente salate. E i vigili controllano, non è vero che puoi scampare al permesso di occupazione del suolo pubblico. Milano ha poi raggiunto una complessità ulteriore, con l’area C, la zona del quadrilatero della moda, per cui servono certi tipi di accessi in certi orari. Poi ha più comandi: se faccio un trasloco in autonomia devo sapere qual è il comando di riferimento e non è esattamente così semplice.

– Diciamo che, oltre la complessità di Milano, in generale in qualsiasi parte d’Italia mi trovi, con un’azienda specializzata ho anche questo tipo di servizio, nel caso lo offra.

Noi facciamo traslochi in tutta Italia e anche all’estero. Abbiamo chiaramente i nostri corrispondenti: ovunque tu vada c’è anche la complessità che non sono tutte uguali le modalità di erogazione del permesso di occupazione del suolo pubblico.

– Hai parlato di figure professionali: quali operano in un trasloco e qual è in breve la cronologia dello stesso. Siamo partiti dal pre, adesso ci stiamo avviando verso il giorno del trasloco e il post.

Le figure di riferimento sono più di una. Quella che, all’interno della nostra azienda, conduce il cliente dall’inizio alla fine è il tecnico commerciale, che nel metodo Cavanna chiamiamo il “tutor”: la persona della quale si ha il numero di cellulare, che il cliente può chiamare per qualsiasi tipo di domanda. Ad esempio: “non so come imballare i piatti, allora chiamo il mio tecnico commerciale”.

-Un angelo custode più che un tutor.

Dalla pazienza, direi, infinita! Però è necessario, perché le domande che nascono mentre mi sto preparando sono veramente tante. Arrivando al giorno del trasloco, avremo il Capo Squadra, che è il referente operativo del lavoro, al quale viene spiegato qual è il lavoro che andrà a svolgere in quella giornata. Poi abbiamo dei montatori all’interno della squadra, personale formato per lo smontaggio e il rimontaggio dei mobili: un armadio posso anche valutarlo come semplice, una cucina con doppio angolo con isola centrale un po’ meno. Quando l’ho smontata e vedo i pezzi del Lego davanti a me, se non ho un montatore capace e con esperienza potrebbe essere un problema. Come anche la capacità di risolvere un problema: entro nella nuova casa, il pezzo non entra per un millimetro, noi siamo in grado di smussare l’angolo. Poi abbiamo un buon stivatore, capace di mettere bene gli oggetti nel furgone, questo per evitare incidenti e per ottimizzare i viaggi, anche in un’ottica ecologica. Se posso fare, invece che quaranta viaggi, trentacinque, perché no? Se ho un buon stivatore, questo succede. Infine, abbiamo gli operatori semplici, che si occupano del trasporto scatole, e la persona che posiziona la scala: l’autoscala è forse uno degli aspetti più rischiosi e più sensibili della nostra attività. Il posizionatore ha un patentino e sa come gestire tutta la sicurezza intorno alla scala.

– Laura, dall’alto della vostra esperienza, quali sono gli errori comuni che commettono le persone quando si apprestano a un trasloco e magari anche quando devono scegliere un’azienda specializzata? Cerchiamo di dare un consiglio per evitare perdite di tempo e fregature.

Più che errori, è mancanza di esperienza, perché un trasloco non è una di quelle attività che faccio tante volte nella vita, tendenzialmente spesso è la prima. Quindi mi butto su internet e inizio a capire cosa c’è, e, davvero, c’è un mondo all’interno dei “traslocatori”. Un mondo non sempre fatto di competenza, di esperienza. Quando mi trovo un preventivo in mano, devo vedere il dettaglio del preventivo, che deve essere chiaro e dettagliato: mi deve dire “cosa succede se”. “Cosa succede se quel giorno arrivo e non riesco ad agire perché c’è una manifestazione?”. Mi deve poter raccontare il servizio, la pianificazione. Quando è troppo scarno e arrivo subito al prezzo mi faccio già delle domande. Poi, verificare i requisiti minimi di sicurezza: l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori, la presenza delle assicurazioni, questo specialmente se l’azienda non è particolarmente conosciuta. Questo non vuol dire che un’azienda poco conosciuta non lavora bene, però è un mondo veramente vasto, quindi attenzione: leggiamo bene il preventivo. Spesso ci capitano clienti che ci portano il preventivo della concorrenza e, insieme a loro, lo rileggiamo e suggeriamo che cosa chiedere. Per esempio, chi si occupa dell’occupazione del suolo pubblico: la diamo per scontata? No! Chiediamo: la fate voi o la dobbiamo fare noi? Per evitare che si arrivi a quel giorno per scoprire che il traslocatore ha omesso di farla, perché è un costo importante da ribaltare sul cliente e quindi si gioca anche su questi aspetti.

– Sicurezza e tutela al primo posto. Laura, sto lasciando la mia casa, sono nel pieno del mio trasloco, ma non ho ancora la casa nuova. Posso collocare temporaneamente oggetti e arredi? Come funziona?

Noi abbiamo un servizio di deposito e magazzinaggio mensile, quindi si può decidere di entrare e uscire in qualsiasi momento. Portiamo i beni in magazzino e li riportiamo nella destinazione che ci verrà fornita al termine del deposito.

– Quindi posso stare tranquillo, anche se la mia casa non è ancora tinteggiata, pronta o non ci posso entrare.

Assolutamente!

-Noi, nelle nostre puntate, chiediamo sempre una curiosità. Parlando di traslochi, ci sarà un oggetto, un arredo, una situazione insolita che avete dovuto affrontare.

Qui ci sarebbero da scrivere libri! Ogni volta lo chiedo ai miei commerciali perché mi piace essere aggiornata. L’altro giorno mi hanno raccontato: di una teca con un abito di Marilyn Monroe originale; di un aereo monoposto con un trasporto speciale, che stava nel giardino di un cliente; di una Mini Cooper sezionata appesa nel salotto di un cliente, che abbiamo portato con una gru.

-Diciamo che non vi annoiate!

No! Io li invidio molto i nostri commerciali. Ogni trasloco è una sfida e poi entri veramente nelle vite delle persone e, davvero, ne esci arricchito.

-Vero, conosci tante realtà particolari. Ultimissima domanda, fa riferimento all’economia circolare. Quando si pensa al trasloco pensiamo anche a cose che dovremmo poi buttare quando cambiamo casa. Immagino che, essendoci centinaia di persone che traslocano, ci saranno centinaia mobili, di sedie, di arredi, di oggetti che… che fine faranno? Voi avete un progetto molto interessante da questo punto di vista, no?

Si, questo progetto al momento è attivo solo sulla parte aziendale, quindi sui grandi traslochi delle aziende, ma lo declineremo poi anche sul privato con modalità differenti. Le grandi aziende tendenzialmente quando traslocano buttano tutto e gli arredi vengono portati in discarica. Questo comporta oneri di smaltimento altissimi e un impatto ambientale importante. Negli anni siamo entrati in contatto con una realtà, che si chiama “Banco delle cose”, che si occupa di ricollocare su Onlus territoriali, ma anche verso l’Africa e altri Paesi, arredi che sono stati usati dalle aziende. Quindi noi ci occupiamo, interamente come Cavanna Traslochi, di gestire l’inventario di tutti questi bene, di organizzare una vendita, un “click-day”, per i dipendenti, con una cifra simbolica, e tutto quello che resta lo collochiamo con Banco delle cose su realtà del territorio. Questo è un progetto che piace molto in primis a noi, che è nato nel farlo, ma poi è diventato importante. Oggi siamo anche in grado di rendicontare con degli indicatori KPI, che possono essere spendibili nel bilancio di sostenibilità. È un tema caldo, interessante, che evita uno spreco importante.

-Mi piace pensare che, come una persona che lascia la propria casa inizia una nuova vita, anche tanti oggetti e arredi hanno una seconda vita.

Per quanto riguarda i privati, invece, il nostro supporto è quello di dare loro indicazioni su a chi rivolgersi, i grossi player nazionali di vendita di seconda mano, prima di arrivare in discarica. Non buttiamo subito: questo è un suggerimento che diamo anche al privato.

-Laura, grazie mille del tuo intervento e dei tuoi preziosissimi consigli!

Grazie a voi!

-Si chiude qui la puntata. Ringraziamo Laura per il suo contributo. Se volete rimanere aggiornati sulle ultime novità relative al mondo immobiliare, seguiteci sul portale news.tecnocasagroup.it. Per domande o proposte relative ai contenuti del nostro appuntamento, potete scrivere a social@tecnocasa.com.