– 12.05.2026 –
Secondo gli analisti di Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, anche nel quarto trimestre del 2025, il mercato dei mutui ipotecari continua la sua significativa crescita confermando il trend già riscontrato dalle precedenti rilevazioni. Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto della casa per un totale di 14,9 miliardi di euro, segnando un importante aumento del +7,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 (+1.035 milioni di euro).
L’ammontare complessivo delle erogazioni nel 2025 sale a 55,6 miliardi di euro facendo registrare una performance annua del + 24,9% rispetto al 2024.

Il trend, iniziato a partire dal II trimestre 2024, ha avuto il punto massimo di crescita nel I trimestre 2025 con un incremento superiore al 50%. Da rilevare la costante serie di variazioni positive consecutive. L’evoluzione dei volumi segnala, quindi, un mercato che, superata la fase di rimbalzo più marcato, si sta orientando verso un percorso di riequilibrio, attestandosi su livelli più elevati rispetto agli anni precedenti. Tale andamento riflette un contesto in cui alla normalizzazione del ciclo si affiancano elementi di sostegno alla domanda, pur in presenza di uno scenario macroeconomico che resta esposto a fattori di incertezza. Si evidenziano i seguenti fenomeni:

Per il momento il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) nella riunione del 30 aprile 2026 ha deciso, analogamente alle altre Banche Centrali quali la Bank of England (BoE) e la Federal Reserve Bank (Fed), di non modificare i tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale mantenendo al 2%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40%. Il comunicato della Bce ha sottolineato che «i rischi al rialzo per l’inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati» ed «il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l’inflazione e gravando sul clima di fiducia».
Inoltre, è stata discussa la possibilità di un rialzo dei tassi: una possibilità che potrebbe verificarsi nelle prossime riunioni, probabilmente già a giugno 2026. Infatti, l’inflazione di aprile (fonte Eurostat) ha mostrato un’accelerazione dei prezzi al 3%, dal 2,6% di marzo e dall’1,9% di febbraio. Anche la crescita economica è stata negativamente colpita dalla guerra.
“L’attesa del rialzo dei tassi, attualmente prematuro, indica la volontà di scongiurare una frenata della crescita economica (già in crisi), ma anche la scelta di non alimentare l’inflazione, come è invece avvenuto tra il 2020 e il 2022. In conclusione, le conseguenze dei conflitti bellici per l’inflazione e per la crescita economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia che potrebbero trasformarsi in una vera e propria inflazione richiedendo, a quel punto, un intervento della politica monetaria” – dichiara Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner SpA.
Fonte: Kiron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa
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